Nelle ultime ore circola su Facebook un video shock realizzato da Essere Animali.

Si tratta di un’indagine realizzata nell’arco di 6 mesi presso un allevamento intensivo che – inutile dirlo – non rispetta i parametri di legge.

Il video, ovviamente, ha scatenato una serie di polemiche tra vegani ed onnivori.

Prima di esprimere il mio pensiero lascio parlare le immagini:

Inutile commentare la crudeltà delle immagini, che ancora una volta evidenziano le assurdità della grande industria alimentare. La cosa che mi lascia sempre perplesso di fronte a questi documenti, è la polemica che si scatena tra vegani e onnivori.

Al di là delle scelte personali di ognuno di noi il documento è un dato di fatto.

Perché allora dover criticare il lavoro di Essere Animali anzichè guardarlo in maniera obbiettiva? Perché tentare di sminuire la gravità dei fatti asserendo che “anche nell’agricoltura biologica esistono porcherie del genere”? E’ vero, e se esistono associazioni in grado di smascherare gli illeciti (e ce ne sono purtroppo, perché l’uomo è avido…), allora ben vengano questi video.

E ancora, che senso ha dire “tanto gli animali sono allevati per essere mangiati”? Oppure, “poverini, mi dispiace…ma non riesco a rinunciare alla carne”. Ma una delle migliori che ho letto è stata “state tanto a preoccuparvi di come vengono trattati gli animali, ma intanto non vi curate dello sfruttamento dei bambini che producono i vestiti che indossate e gli accessori che usate”. Forse questa persona non sa che chi è vegano cerca di esserlo a 360° e, anche se è difficile divenirlo al 100%, di certo valuta attentamente ogni suo acquisto.

E’ proprio questo il senso di avere un’etica vegana.

Ciò che mi rattrista è la sterilità delle discussioni, che denota una vera e propria mancanza di argomentazioni e la pura e semplice voglia di scagliarsi contro chi la pensa diversamente da noi. Triste dirlo, ma questa è la tendenza del mondo contemporaneo. Si ragiona con un cervello di massa anziché cercare di far funzionare il proprio.

Togliamoci il paraocchi e cominciamo a guardare in maniera obbiettiva cosa accade intorno a noi e magari mettiamo un po’ di impegno per cambiare quelle piccole cose che possiamo cambiare!



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